I Loghi Migliori non sono statici, ma si evolvono per raggiungere lo splendore

Molti direbbero che i migliori loghi aziendali sono quelli che sono rimasti invariati per decenni, perfino per secoli. Si sbagliano. I migliori sono quelli che si sono evoluti nel tempo, pur non allontanandosi troppo dalla versione originale che li ha resi brand familiari e famosi in tutto il mondo. L’evoluzione può comportare alcuni rischi, particolarmente se il tuo è un marchio è molto noto. Speri che i tuoi follower accolgano il cambiamento, ma in caso contrario, corri il rischio che ti abbandonino per un altro marchio, nonostante tu non abbia fatto molto per modificare il tuo.

Decidere di aggiornare o di trasformare il tuo logo potrebbe essere una delle decisioni più difficili da prendere quando si gestisce un’attività. C’è la sensazione ovvia di dover stare al passo con i tempi e di dare un volto nuovo all’azienda. Il problema è che tantissimi clienti non accettano volentieri i cambiamenti. Temono l’ignoto. Spesso sono destabilizzati dai cambiamenti oppure cominciano ad avere nostalgia per i “bei vecchi tempi” anche soltanto qualche ora dopo aver visto per la prima volta il nuovo look.

Se hai intenzione di aggiornare il tuo look, dai un’occhiata alle molte opzioni di servizi per la progettazione di loghi prima di prendere una decisione. Inoltre, dai uno sguardo ai seguenti loghi famosi per analizzare la loro trasformazione nel corso del tempo e trarre ispirazione dalla loro costante evoluzione che ha preceduto il lancio della versione attuale.

Pepsi: Il marchio della seconda bevanda più nota a livello mondiale esordì nel 1905 con un logo completamente rosso come quello della rivale Coca-Cola e ha conservato quell’unico colore e il testo fluente per quasi mezzo secolo. Nel 1950 la Pepsi aggiunse al logo un tappo di bottiglia a tre colori che rifletteva l’ondata di patriottismo nazionale che all’epoca investì gli Stati Uniti d’America. Poiché le lattine divennero sempre più popolari, nel 1973 il tappo di bottiglia fu sostituito da un logo a quattro colori, il cerchio Pepsi, che presenta una linea bianca ondulata al centro, tra la striscia rossa e quella blu. Il logo è rimasto essenzialmente lo stesso, sebbene l’icona abbia assunto un aspetto più dinamico che simboleggia la crescita e l’evoluzione.

Xerox: Uno dei regali più grandi che un’azienda possa ricevere è l’uso del suo nome come sostantivo, ed è proprio ciò che è accaduto intorno agli anni ’80 quando tutti gli uffici cominciarono ad avere la propria fotocopiatrice. A quarantadue anni dalla sua fondazione, la Xerox prese il suo nome attuale con una X dorata dietro il nome dell’azienda. Nel 1949 la X diventò rossa seguita da tutte le altre lettere. Il nome standard è rimasto invariato fino al 2004 quando è stata eliminata la scritta “The Document Company”. Poiché l’azienda registra una continua crescita delle vendite a livello mondiale e offre una gamma completa di prodotti, soluzioni e servizi, oltre alle fotocopiatrici, di recente la X è stata avvolta intorno a una sfera rossa.

IBM: È difficile immaginare che l’attuale IBM fu fondata nel lontano 1888 quando era nota come ITR. Il suo logo divenne più complesso e intricato nei 36 anni successivi fino al 1924, quando prese il nome International Business Machines ammassato su un globo. Quelle lettere erano troppe e dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, furono sostituite dalle iniziali delle tre parole disposte in fila: IBM. Quel logo del 1947 era fondamentalmente simile a quello usato oggi, e rimase invariato fino all’inizio degli anni ‘70 quando furono inserite delle strisce parallele di colore blu al posto del carattere solido per trasmettere affidabilità, poiché i computer cominciarono a essere parte integrante del luogo di lavoro. L’ultima trasformazione del logo è stata l’introduzione delle strisce orizzontali bianche sullo sfondo nero.

Volkswagen: La storia della Volkswagen ha inizio ai tempi del cancelliere tedesco Adolf Hitler che fondò la prima fabbrica della nota casa automobilistica. Il primo logo in assoluto, nel 1937, rappresentava l’inquietante svastica, che nel 1939 fu sostituita da un cerchione con la V e la W al suo interno. Il simbolo cambiò colore - l’azzurro immediatamente riconoscibile - alla fine degli anni ‘60, poiché la VW Beetle stava raggiungendo l’apice della popolarità. Il logo ha subito solo piccoli ritocchi nel corso degli ultimi 50 anni, un omaggio al suo successo precedente.

Gabriele Pantaleo

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